18mq Economia Umana

In un mondo economico flessibile, può funzionare un mondo del lavoro rigido?

Non sono un imprenditore, tanto meno un economista. Sono una persona che per 15 anni ha avuto la responsabilità e il potere di guidare un’azienda. Un’azienda che attraverso il fare ha raggiunto degli importanti obiettivi e risultati. Un’azienda che grazie alle persone speciali che ci lavorano ha raggiunto questi importanti obiettivi e risultati.

In questi giorni sto cercando di capire dove sbaglio nel pensare che la parte sui contratti a tempo determinato del decreto dignità è sbagliata. Questo è il mio modo di pensare, quando ho un’idea cerco di capire dove è sbagliata, dove ha ragione chi dice il contrario. Vi confesso che mi capita spesso di capire dove è sbagliata la mia idea, ed è per questo che continuo a usare questo metodo.

Lo so che l’argomento è uno di quelli che scotta. C’è scritto nel primo articolo della nostra costituzione che il lavoro scotta (qualche post fa avevo scritto che personalmente mi piacerebbe che questo articolo venisse modificato, sostituendo a “lavoro” la parola “fare”).

Per me è molto importate cercare sempre di capire il fine delle cose, ancora meglio il fine generale che dovremmo perseguire tutti come membri della società umana.

Il fine base della razza umana, così come di tutte le altre razze, è la sopravvivenza della specie. Sopravvivenza che nel 2018 vuol dire aumentare il benessere della razza, di tutte le persone. Se condividete con me questo fine, allora il fine di un governo politico, dovrebbe essere quello di aumentare il benessere di tutta la società che governa.

Il fine di tutte le azioni politiche mondiali dovrebbe essere aumentare il benessere di tutte le persone del mondo. Questa considerazione mi aiuta tantissimo nei miei ragionamenti.

Il governo italiano dovrebbe agire per il fine di aumentare il benessere di tutti gli italiani, e dovrebbe farlo con una visione a medio, lungo termine. Sopravvivenza della specie, non di chi c’è adesso. Quindi anche i suoi decreti dovrebbero avere questo fine. Lo stesso vale per il parlamento con le leggi, ovviamente.

Passiamo al sistema economico. È evidente che questo è cambiato tantissimo negli ultimi due decenni. Da un mondo statico, molto lento nel cambiamento, a un mondo dinamico, così veloce nel cambiamento che non è più identificabile il passaggio dal nuovo al vecchio, tutto è in continua evoluzione.

Questo nuovo mondo economico è pieno di nuove opportunità, ma anche molto più difficile da prevedere. Ogni giorno c’è una nuova tecnologia, un nuovo sapere che crea nuovi prodotti e nuovi servizi . Nuovi prodotti e servizi che sconvolgono mercati consolidati da anni. Basti l’esempio di come sta cambiando velocemente il modo di fare acquisti. Ci è voluto mezzo secolo per passare dal comprare nei piccoli negozi di prossimità al comprare nei supermercati. Adesso, in pochissimi anni, siamo passati dal comprare nei supermercati a comprare online. Quanti pacchi ricevevate 10 anni fa? e quanti adesso?

Come avete organizzato le vostre vacanze del 2008? Quest’anno? Come sceglievate il film da vedere il sabato sera? La moquette blu di Blockbuster ve la ricordate? Oggi guardate ancora i film alla televisione o usate Netflix, Sky Go, Amazon Video?

Non sono cambiati solo i nostri comportamenti, i nostri comportamenti sono cambiati perché è tutto il mondo economico che è cambiato. È tutto il mondo che è cambiato e che continua a cambiare, e lo fa sempre più velocemente.

Se vogliamo creare benessere in questa società economica, pensate sia corretto creare strumenti economici statici, rigidi che non permettono flessibilità e cambiamento?

Se il motore di questo mondo economico sono le aziende, grandi o piccolo, perché possano sopravvivere dovranno essere statiche o dinamiche, rigide o flessibili? Quando è importante per la sopravvivenza di queste aziende la loro capacità di adattarsi e cambiare?

Perché le aziende possano avere un futuro, un futuro di creazione di valore per tutti, dovranno essere flessibili, dovranno provare cose nuove e imparare dagli errori, dai fallimenti, per usare quello che avranno imparato per provare ancora a fare cose nuove, e questo sempre, in continuo. Questo è il nuovo mondo economico.

Perché ci sia benessere le persone devono avere i soldi per vivere bene, devono trovare delle aziende disposte ad assumerle e pagarle per il loro lavoro.

Perché le aziende possano assumere, per provare a sopravvivere, hanno bisogno di flessibilità. Hanno bisogno di adattarsi velocemente sia al successo sia all’insuccesso. Altrimenti chiudono, altrimenti non daranno più lavoro a nessuno.

Ogni giorno si inventano cose nuove, ogni giorno tantissime aziende provano cose nuove, provano a crescere e a creare valore. In questo nuovo mondo di tantissime nuove opportunità, le aziende se lasciate libere di fare, continueranno a essere il motore. Continueranno a dare lavoro alle persone, a dare i soldi per vivere bene alle persone. Lo devono fare anche per la loro sopravvivenza, perché se le persone non hanno soldi nessuno comprerà i loro beni e servizi.

Se fossi io a governare, non punterei a costringere le aziende a tenere per la vita un lavoratore, qualsiasi cosa succeda. Se fossi io a governare, investirei sulla formazione delle persone, su una formazione continua lungo tutta la vita. Investirei sull’aumentare le capacità di queste persone. Persone capaci di adattarsi ed evolvere per diventare loro il fattore di successo per la creazione di valore.

Se fossi io a governare, investirei sull’educare e diffondere il valore della sicurezza sul lavoro, investirei sulle assicurazioni e garanzie in caso di malattia e maternità. Investirei sull’educazione e il rispetto fra le persone, dentro e fuori delle aziende. Investire sul valore del prendersi cura degli altri.

Non possiamo pensare a un lavoro certo in un sistema economico che non è stato mai così incerto.

Continua a cercare di capire dove sbaglio nel pensare che la parte del decreto dignità sul lavoro a tempo determinato sia sbagliata.

ps: la vera grande evoluzione di questo mondo economico sarà quando passerà da metter come fine i soldi, a mettere come fine la realizzazione delle persone, ma anche in quel caso la flessibilità sarà comunque necessaria.

#capirepercrescere #economiaumana #alessandroinvernizzi

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