Niente pappa pronta, bisogna fare fatica

“Non mi fermo a cena, devo rientrare a Cuneo, domani mattina ho un incontro alle 8”, “dai una cosa veloce, così facciamo quattro chiacchiere”, “non riesco”, “dai”, “ok”.

“Piacevolissima serata e interessante quell’idea, dobbiamo approfondire. Ciao!”. “Certo, buona notte”. “Vai piano che sono 300km”. Cazzo 300km e piove.

Il navigatore dice che arriverò alla 1.45, un quarto d’ora per fare tutto. Alle 2 dormo. Domani ritardo la sveglia, la metto alle 6.30, così dormo 4 ore e mezza e ho tempo per preparare l’incontro delle 8.

Cavolo sono ancora in tangenziale a Torino. Sono a metà strada, non ce la faccio. Con questa pioggia non si vede niente. Sono a pezzi, mi bruciano gli occhi. Mi si chiudono gli occhi, ho sonno. Troppo sonno. Adesso mi fermo e riposo 10 minuti. No, tieni duro, è tardi. Dormirai quando arrivi. Abbassa il finestrino, vedrai che l’aria fredda ti aiuterà. Cazzo mi sono lavato.

Non ce la faccio… sbang, che male. Sbang, sbang, cazzo, cazzo che male. Le sberle in faccia sono le uniche cose che mi svegliano un pò. Dai mancano solo 90km.

Grazie a Dio sono arrivato. Sono sotto le lenzuola. Sono le 2.20. Notte.

La prossima volta non mi fermo, parto subito. Troppo faticoso e pericoloso, però bella quell’idea e interessante quell’amico di Andrea. Magari si riesce a fare qualche cosa insieme.

Quante volte mi è successo? Tantissime. Come gli 80mila chilometri all’anno in macchina. Come il non avere un buco in agenda per mesi, il non mangiare a casa per settimane. Il non accendere la televisione da anni, il frigo vuoto. Come il puntare la sveglia alle 6.30 quando voglio dormire un pò di più. Come la difficoltà di incastrare 10 giorni di vacanza.

Questa è stata la mia vita, questa è la vita delle persone che conosco e che realizzano belle e grandi cose. Questa è la vita che mi piace fare. Una vita di cose fatte e da fare. Una vita di fatica, che ti stanca ma che ti da grandi soddisfazioni. Una vita che quando ti fermi e ti giri indietro, non vedi la fatica che hai fatto, ma vedi tutto quello che hai realizzato. Una vita, che quando guardi avanti, non vedi la fatica che farai, ma vedi tutte le cose ancora da fare.

Una vita dove si parla di cose da fare, di idee, di progetti. Una vita dove non si parla delle persone ma di cosa fanno le persone. Una vita dove sai che lamentarsi è solo perdere tempo. Dove lamentarsi è stupido, perché è la vita che hai scelto. Che hai scelto tu.

Una vita del fare, una vita dove non punti sulla fortuna, ma sull’impegno, sulla determinazione, sulla costanza. Sul svegliarsi presto alla mattina, sull’andare a letto tardi alla sera. Sull’ascoltare, sul parlare, sul pensare tanto.

Una vita dove punti sulla tua capacità di gestire e reggere la fatica. Dove ti alleni alla fatica per raggiungere i tuoi obiettivi.

Non è una vita di sacrifici, non è una vita di dolore. Non è una vita di rinunce e sofferenza. Ansi, proprio il contrario. È una vita di soddisfazioni, di gioia, di veder realizzare idee, progetti, cose. È una vita per realizzare i propri sogni. È una vita di realizzazione.

Si, c’è anche lo sfinimento, lo sconforto, il panico, la delusione. In quei momenti contano le persone della tua squadra, le persone che ti circondano.

C’è anche la necessità di continuare a capire, studiare, sperimentare. Di continuare a mettersi in gioco, di vivere di tanti dubbi e poche certezze. Provare, sbagliare e riprovare. Non è una vita dalla pappa pronta. Sicuro non è una vita comoda, facile e veloce.

È una vita scomoda, complessa e di fatica, ma che da senso al vivere. Alla Vita!

Si, col tempo ho imparato a gestire meglio l’agenda, a stare di più coi miei figli. Ho imparato a fermarmi e godere del panorama. A prendermi dei giorni per andare in moto. Col tempo sono maturato e ho capito. Col tempo ho capito cosa sono le cose veramente importanti per me, ho capito per cosa scegliere.

Ho capito per cosa vale la pena fare fatica.

Col tempo ho imparato a scegliere. A essere io la guida del mio fare per raggiungere i miei obiettivi. A essere io a scegliere per me e per la mia felicità.

Ognuno è libero di fare quello che vuole della propria vita, ognuno è libero di avere o non avere obiettivi. Di agire o non agire per questi obiettivi.

Quello che ho capito è che senza fatica, impegno e determinazione si ottiene poco o niente.

Scrivo questo soprattutto per i giovani. Per quei giovani a cui gli viene raccontato ogni giorno che la vita deve essere facile, comoda e veloce. Dove tutto gli è dovuto senza fatica. Dove i modelli di successo sono 15enni che guadagnano milioni di dollari, giocando ai video giochi su YouTube, inventandosi canzoni o truccandosi in diretta.

Attenzione quella non è la vita reale, non è la normalità. Quella è l’eccezione, è quello che normalmente non succede.

Dietro a quel 15enne che ce la fa, che è l’eccezione, ci sono centinaia di migliaia di altri 15enni che non ce la fanno, che sono la normalità.

Dietro a quel 15enne che ce la fa, ci sono tantissime ore di impegno, di studio, di fatica. Di allenamento. Di provare e riprova. C’è comunque una vita di dedizione e fatica.

Nella mia vita ho incontrato tantissime persone di successo, persone che hanno realizzato grandi e belle cose. Tutte hanno fatto fatica, tanta fatica per raggiungere i loro traguardi, ma tutte, proprio tutte, erano felici di aver fatto e di fare quella fatica.

Ho ottenuto e fatto tante belle cose nella mia vita e questo perché sono una persona di fatica, non perché sono una persona di talento.

Non aspettate che le cose accadano, non cercare la scorciatoia, non cercate la via più breve facile e comoda. Uscite dal letto. Alzatevi dal divano, dal tavolino del bar. Scegliete il vostro sogno e iniziate a fare fatica per realizzarlo.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

4 pensieri su “Niente pappa pronta, bisogna fare fatica”

  1. L’universo ci ha donato un auto: “ la vita”. Noi siamo il pilota di quell’auto e possiamo andare alla velocità che vogliamo. Andare forte e rischiare di uscire di strada, oppure andare piano e cogliere i particolari, le sfumature che ci circondano. Qualcuno va forte per arrivare prima, altri lentamente per imparare “a guidare” cioè vivere. Nessuna scorciatoia, nessun inganno, vivere e crescere slow tra mille sacrifici ma quando arriviamo là dove volevamo arrivare, è una soddisfazione immensa. Abbiamo raggiunto la tappa prefissata e poi via verso quella successiva e poi un’altra. L’importante è farlo con l’emozione ogni volta del primo viaggio e continuare ad esplorare e crescere.

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  2. Si, questa è la vita che abbiamo fatto, ma ora che sono volto verso il tramonto la mia certezza, la mia determinazione vacillano. Non ho goduto la vita, troppo impegnato a lavorare, a crescere ad inseguire un sogno solo parzialmente realizzato. Mi sto chiedendo se ho fatto la cosa giusta, la vita mi è passata e ne ho goduto poco, poche ferie, pochi viaggi poche distrazioni. Il mio più grande progetto realizzato e di cui vado fiero e per cui vivo è la mia famiglia. Vorrei aver passato più tempo a godere di questo. Cercherò di recuperare il più possibile, amo la mia famiglia più di me stesso. Ci sono anche altre persone che per me sono di famiglia e per le quali provo amore, e tu Ale ne fai parte. Stasera sarò a Lurisia per le vacanze, spero proprio di passare qualche ora insieme. Ciao 💓

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  3. Ti ringrazio! Sono parole così, magari anche dette da uno sconosciuto, che riescono a farti credere che nonostante le delusioni di ogni giorno, della fatica per rializzarsi ogni singolo momento, ce la possiamo fare. Che non dobbiamo mollare mai.
    Grazie veramente

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