Vi prego, uniamoci, non dividiamoci

Suona la sveglia, sono le 4. La spengo, prendo la medicina e mi giro. Suona ancora, sono le 5.45, la spengo e mi alzo. Mi lavo, bevo due bicchieri d’acqua e scaldo il latte. Accendo bassa la radio, i bambini devono dormire ancora. Il radiogiornale. La prima fetta di pane con la marmellata si tuffa nel caffellatte. E io ascolta. La mano rallenta, abbasso la testa. Tutto il mio corpo perde energia. Lo sconforto.

La voce racconta di come anche questa volta ci stiamo dividendo. Di come anche questa volta siamo gli uni contro gli altri, noi e loro, ma questa volta non è politica, non son solo parole di belle intenzioni. Questa volta sono e devono essere fatti e non possiamo permetterci di essere noi e loro. Ne va della nostra vita.

Siamo veramente così corrotti dall’individualismo? Siamo veramente diventati così stupidi e miopi da non capire che solo unendo le forze potremo farcela?

È il momento di unirci, non di dividerci. Sono tanti i problemi che dobbiamo affrontare, e non fra qualche decennio, ma adesso. Tanti problemi che dobbiamo affrontare adesso.

La razza umana ha sempre affrontato grandi prove di sopravvivenza, solo le ultime tre generazioni hanno vissuto una realtà diversa. La razza umana si è selezionata proprio grazie alla sua capacità di affrontare le grandi minacci alla sua sopravvivenza. E come l’ha fatto? Unendosi. Unendoci.

La grande capacità dell’uomo è quella di unirsi, quella di unire le forze. Quella di sommare le capacità degli individui per rendere più forte l’intera comunità. È la storia a insegnarcelo. Quando la sopravvivenza era procurarsi il cibo ogni giorni, ci siamo uniti in micro comunità, qualche famiglia, dove gli uomini andavano a caccia e le donne curavano i figli. Poi la sfida è stata garantirci il cibo per più tempo, e le comunità si sono ingrandite, è nata l’agricoltura con l’allevamento e le coltivazioni. Poi sono nate le nazioni, per avere più terreno da coltivare per garantirci ancora più cibo per sopravvivere. Così fino a oggi, dove crediamo che sopravvivere voglia dire conquistare la maggior quota del mercato, voglia dire vendere ancora di più, e così ci siamo uniti nelle multinazionali*.

Più le sfide, i problemi da affrontare erano grandi e impegnativi e più abbiamo unito le nostre forze. Più ci siamo organizzati per sopravvivere. Dobbiamo continuare a farlo.

Adesso le sfide, i problemi sono globali, colpiscono tutti e tutto il mondo, e l’unico modo per poter continuare a sperare di sopravvivere è continuare a unirci. Questa volta tutti, nessuno escluso.

Il coronavirus, come il riscaldamento globale, come la siccità che ci sta colpendo, come gli incendi in Australia, come l’invasione di manguste che sta devastando i paesi del centrafica, sono problemi per la mia di sopravvivenza, sono problemi per la sopravvivenza di tutti, per la sopravvivenza della razza umana. Sono cosciente e consapevole che da soli non potremo risolverli.

Uniamoci e avremo la speranza di sopravvivere.

Non è buonismo o terrorismo, è realismo insegnato dalla storia.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!!!

* vedi “Reinventare le organizzazioni” di Laloux

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