Chiedetelo a noi come fare

Difficile crederci, forse anche solo capirlo, ma è stato dimostrato che è più soddisfatta, felice, una persona che guadagna 1.300 euro al mese, quando i suoi colleghi ne guadagnano 1.200 euro, di una che ne guadagna 10.000 euro al mese, quando i suoi colleghi ne guadagnano 11.000.

Difficile da credere, vero? E vale anche per i miliardari, e forse per loro anche di più. Il nostro livello di felicità, soddisfazione, realizzazione, è sempre misurato in base a qualche cosa. Che siano le nostre aspettative, le aspettative degli altri, o quello che ha e fa chi ci circonda. Così funziona il nostro cervello. Abbiamo bisogno un metro di paragone. Per questo viviamo in un mondo con persone tristi e insoddisfatte, perché la pubblicità ci circonda di persone più belle di noi, che hanno cose più belle delle nostre e fanno cose più fighe di quelle che facciamo noi. Paragonandoci con loro, siamo degli sfigati e ci sentiamo degli sfigati. Ci sentiamo che ci manca sempre qualche cosa per essere felici.

Non so voi, ma così è stata la mia educazione. “Non guardare chi sta peggio di te, guarda avanti, guarda chi sta meglio e cerca di imparare da loro e di fare come loro”*. Il problema è che alla fine c’è sempre qualcuno che sta meglio di me, che ha più cose di me e che fa cose più belle di quelle che faccio io.

Poi arriva qualche cosa di veramente sconvolgente, per me la malattia. Improvvisamente fai un balzo indietro e ti sembra che tutti stiano meglio di te, abbiano più di te. Ti senti uno schifo, uno sfigato e vivi sul baratro della depressione. Ti sembra che ti sia stato portato via tutto. Ti sembra di non avere più niente. Fidatevi è così, ci si sente così. Anche peggio.

Ma poi arriva anche tutta la nostra capacità innata di cercare la vita, di voler sopravvivere, di voler vivere. Quella capacità che se sei fortunato come me, ti fa capire tante cose. Ti da il giusto peso delle cose, il giusto valore delle cose. Arriva la malattia, e se sei fortunato come me, non guardi più solo cosa non hai, solo cosa hanno gli altri che tu non hai. Inizi a guardare, ad apprezzare cosa hai, cosa hai ancora.

Diventa molto più facile se hai dei paragoni, e guardandoti intorno ti rendi conto di quante persone al mondo stanno peggio di te. Di noi. Hanno molto meno di te, di noi. Ti rendi conto che alla fine non sono loro gli sfortunati, siamo noi i fortunati ad avere tutto quello che abbiamo.

Oggi stiamo vivendo un momento molto particolare della nostra vita. Un momento drammatico. Un momento di paura, di costrizione. Un momento in cui ci sentiamo derubati di tante cose. Dove per il nostro bene ci viene limitata, tolta, la libertà. Per il nostro bene, soprattutto per il nostro bene, ricordiamocelo.

Con la malattia questa cosa l’ho già vissuta e continuo a viverla, e come me tanti altri. Chiedete a noi come affrontare questo momento.

Dobbiamo guardare a tutto quello che abbiamo ancora. Guardiamo tutti a quanto abbiano ancora. E se ci è difficile vederlo, costringiamo il vostro cervello a paragonare la nostra vita con quella dei profughi siriani, ad esempio. Paragoniamo la nostra situazione con la loro, che in questi giorni sono ammassati alla frontiera con l’Europa. Donne, bambini, anziani al freddo, sotto la neve, senza cibo, medicine e aiuto. Donne e bambini a cui stanno anche sparando addosso. Che a causa del coronavirus sono ancora più soli, più abbandonati, più odiati. Che a causa del coronavirus ne moriranno ancora di più. Guardiamo i bambini del centrafrica che muoiono di fame perchè le locuste e la siccità gli hanno tolto il poco cibo che avevano.

Sfortunatamente al mondo ci sono ancora molte persone che stanno peggio di noi. Guardiamo a loro per capire la nostra fortuna, ma soprattutto non dimentichiamocene quando torneremo alla normalità. Serve a noi per apprezzare la nostra vita, serve a tutti per cercare di agire per un Mondo Migliore per noi e per tutti.

L’altra mattina, Luca Mazzucchelli a Radio24 ha suggerito una cosa bellissima. In questi giorni che abbiamo più tempo libero per pensare, riflettere, prendiamo un quaderno e scriviamo tre cose del giorno precedente di cui siamo grati. Questo ci aiuta a renderci conto e ad apprezzare tutto quello che abbiamo ancora. Provate anche a vedere quello che siete riusciti a fare di bello che nella normalità non saresti riusciti a fare. Per me il secondo punto qui sotto.

Le mie di ieri sono:
– i miei figli che mi hanno preparato la cena, riso con pollo. Si sono divertiti un mondo, hanno imparato qualche cosa di nuovo e soprattutto a collaborare fra di loro.
– il caffè dopo pranzo, sorseggiato lentamente sul balcone. Il sole splendeva, la neve sulle montagne brillava, l’aria era frizzante. Tutto intorno regnava la calma e la tranquillità. Il profumo, il sapore del caffè e il tempo da scandire.
– la tecnologia. Voi che mi avete letto e commentato, la video telefonata con la mia amica, la foto di mio nipote su whatsapp che soffia sulla candelina della torna dei suoi 6 anni.

Grazie Vita! Ti Amo Vita! Sei Amore Vita!

* la vita è un alternarsi di momenti. Momenti, belli e brutti, facili e difficili. Ci saranno momento in cui torneremo a guardare avanti, a cercare di seguire le nostre aspettative per una vita migliore. Oggi ci serve vedere quello che abbiamo e godere di questo.

1 commento su “Chiedetelo a noi come fare”

  1. Splendidi concetti come solo tu sai fare. Quelli attuali sono momenti che diventeranno ricordi ma che dovranno diventare insegnamenti per migliorare questo mondo. Per rimettere al centro noi stessi e non il Pil, lo spread, il Mes e quant’altro. Prima le persone, la vita e il rispetto.
    Andrà tutto bene 🌈💖🍀

    "Mi piace"

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