Il valore e l’utilità della Mentorship

Qualche anno fa Cristian mi ha chiesto di diventare il suo mentor. In tutta sincerità vi confesso che quando ho risposto “si”, sapevo veramente poco di cosa volesse dire “essere un mentor”. Quasi tutte le cose belle della mia vita sono però nate da un “si” inconsapevole. Credo molto nel coraggio di rispondere “si”, soprattutto in un mondo dove la risposta di default è “no”. Credo che il “si” sia il primo passo del cercare di migliorarsi, di mettersi alla prova, di fare nuove esperienze. Credo sia la chiave dell’aprirsi alla vita.

Ho risposto “si” anche perché vedevo in Cristian una persona da cui poter imparare tante cose, una persona coi miei stessi valori ma con un’esperienza di vita diversa. Sono passati più di 3 anni e continuo a pensare la stessa cosa.

Oggi che sono più consapevole di cosa sia la mentorship, sono ancora più convinto e felice di quel “si”. Grazie alla mentorship posso aiutare una persona a capire per crescere  e soprattutto grazie a quella persona posso io stesso capire per crescere. La mentorship è un’attività win-win.

Cos’è la mentorship per me? È un confronto aperto fra due persone che attraverso il racconto si aiutano reciprocamente ad applicare e migliorare il proprio punto di vista. Il mentor racconta la propria storia, le proprie esperienze, quello che forse ha capito da quella storia, da quelle esperienze. Il mentee racconta quello che vorrebbe fare, quale è il suo progetto e quali sono le sue aspettative. Entrambi raccontano il proprio punto di vista, quello da esperto del mentor, strutturato e appesantito da convinzioni e certezze, quello da principiante del mentee, libero e aperto alle innovazioni. Nella mentorship il mentee vuole fare un percorso di vita e chiede aiuto al mentor che ha già fatto quel percorso con successo.

Credo siano necessario e indispensabili da parte di entrambe la capacità di ascolto e di apertura, il rispetto e la fiducia, l’umiltà.

Nel video troverete anche perché confrontarsi sui punti di vista e non sulle ragioni, come organizziamo noi gli incontri e tante altre cose.

Un grazie di cuore a Cristian Ranallo e a Startup Grid Italy che hanno fatto si che si potesse realizzare questo bel momento della mia vita!

Un grazie di cuore ai miei due più gradi mentor, l’ingegner Barbaglia e il signor Tamietto.

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

#mentorship #cristianranallo #startupgriditaly #startupgridcuneo #pasdai #feliciani #felicisiamo #capirepercrescere #ilvaloredelconfronto #umilta #mentor

Ho sbagliato, è difficile ammetterlo ma la parola d’ordine deve essere fiducia

Ho sbagliato, è difficile ammetterlo. Ogni volta che torno all’errore, il cervello mi propone mille giustificazioni e scuse. Ogni volta cerca di sviarmi da quel piccolo ma profondo e pungente dolore dell’ammettere di aver sbagliato, di essere nel torno.
Sì, ho sbagliato. Sono caduto nel tranello di credermi l’unico nel giusto. Di credermi colui che può giudicare gli altri. Sto parlando dell’uscire di casa. Sto parlando dell’arroganza dei video pubblicati i giorni scorsi, in cui giudicavo e davo per scontato che la maggior parte delle persone che ho visto non avesse un giustificato motivo per uscire. Perché non ho dato fiducia alle persone? Perché non ho pensato che la maggioranza avesse un giustificato motivo per uscire, come ce l’ho io? Sì qualche furbo c’è di sicuro, ma perché non ho pensato che fosse la minoranza? Perché non ho dato fiducia alle persone?
Ho sbagliato, non ho dato fiducia. Racconto e scrive che il grande cambiamento ci sarà quando inizieremo a collaborare e non più a confliggere, ma la collaborazione parte sempre e solo dal dare fiducia. Del partire fidandosi e poi verificare, non il contrario.
Se pensiamo e agiamo come se tutti fossero dei delinquenti, prima o poi anche gli onesti lo diventeranno, perché nel loro agire onestamente si sentiranno i diversi, gli sbagliati, e non vedranno riconosciuto il loro sforzo. Tutti vogliamo, tendiamo ad allinearci a quello che è considerato la normalità. Anche se inizialmente sappiamo che è sbagliato, prima o poi il nostro cervello ci farà credere che se lo fanno tutti allora quella è la cosa giusta. Lo dimostra il fatto che in Italia consideriamo la furbizia un valore e non un difetto.
Se invece agiamo pensando che la grande maggioranza delle persone è onesta e agisce seguendo le regole, nel giusto e nell’onestà, allora a sentirsi gli sbagliati i diversi, saranno i delinquenti. E così deve essere.
Credendoci noi nel giusto e tutti gli altri nel torto non possiamo che alimentare il conflitto e l’astio tra le persone.
Se vogliamo un mondo di collaborazione, dobbiamo partire dal dare fiducia. La grande maggioranza degli Italiani sta seguendo le regole, esce solo per vera necessità, come dicono le indicazioni. Loro sono e devono essere la normalità, il giusto.
Cliccate sotto per vedere il video!!!
Scusate e #stiamoacasa #stiamoincasa #stoincasa #diamofiducia #neusciremo #capirepercrescere
Grazie Vita! Ti Amo Vita!

La capacità che ci ha permesso di sopravvivere (intendo come specie umana)

Non siamo qui perché siamo il risultato di una evoluzione, siamo qui perché siamo il risultato di una selezione, e non siamo stati selezionati per la nostra forza o perché siamo i più bravi ad adattarci. Siamo stati selezionati per la nostra capacità di collaborare e organizzarci per affrontare i problemi e le sfide. La capacità di collaborare è la capacità che ci ha permesso di sopravvivere. Ci ha permesso di superare le grandi sfide e se continueremo a collaborare supereremo anche le future sfide, partendo dal riscaldamento globale e dalle disuguaglianze sociali.
Guardate le persone intorno a voi consapevoli che loro sono la vostra forza e che voi siete la loro.
Felice vita!

Grazie Vita! Ti Amo Vita!

Non confondiamo gli strumenti col fine e vivere è comunque fatica

Posso sbagliarmi, sono dislessico e la mia vita è caratterizzata da sbagli, ma credo che uno dei problemi del nostro oggi sia confondere gli strumenti con i fini, con gli obiettivi. Lo credo perché molte persone vivono, lavorano per i soldi o per la fama. Sia i soldi sia la fama sono strumenti, strumenti del potere, ma il potere stesso è anche lui uno strumento. Il potere è lo strumento che permette a qualcuno di far fare o di non far fare qualcosa a qualcuno altro. Tutti gli strumenti sono funzionali al loro utilizzo e prendono valore per cosa e come li si utilizza. Cosi anche per i soldi, la fama e il potere il loro valore è per cosa e come li si utilizza.
I soldi, la fama e il potere sono come un martello. Avere un martello non serve se non lo si usa, accumulare martelli senza usarli non serve, anzi a un certo punto diventerà un problema perché si avrà paura di perdere i martelli, sia avrà paura che qualcuno rubi e porti via i martelli e si inizierà a essere ostili con tutti, a guardare tutti con sospetto.
I martelli, come i soldi, la fama, il potere, acquistano valore nel momento in cui li si utilizza, e un martello può essere usato per costruire una sedia, una casa o per spaccare la testa a una persona.

Il valore di uno strumento è dato solo dal come e a quale fine lo si usa.

Nella vita sono importanti sia l’obiettivo che ci poniamo, sia cosa facciamo, il fare, per raggiungere l’obiettivo stesso. Gli strumenti sono di supporto al nostro fare.

Noi ci realizziamo quando abbiamo chiaro l’obiettivo e facciamo per raggiungerlo. L’obiettivo è la nostra guida, è la nostra motivazione al fare, all’agire. Il fare è la nostra vita, la nostra via, il nostro quotidiano.

Noi ci realizziamo, diamo senso alla nostra vita, siamo felici quando riusciamo ad allineare il nostro fare al nostro obiettivo.

A noi le responsabilità di scegliere un obiettivo e un fare che sia di valore per noi e per gli altri.

Dobbiamo essere anche consapevoli che la natura ci ha selezionato come razza umana, o meglio ci siamo adattati e siamo riusciti a sopravvivere nella natura perché per noi la soddisfazione di raggiungere un obiettivo è data dalla somma della fatica che abbiamo fatto per raggiungerlo. Più facciamo fatica per raggiunger un obiettivo, più siamo soddisfatti, premiati e felici nell’averlo raggiunto, tanto da porci un obiettivo ancora più sfidante e faticoso. Questo ci ha permesso di correre dietro ai bufali per chilometri e chilometri, di affrontare difficoltà e fatiche enormi per poter sopravvivere.

Più lo scalatore fa fatica per raggiungere la cima della montagna, più l’energia di aver raggiungo la cima lo spinge a provare a scalare una montagna ancora più alta più difficile e faticosa.

Uscire dalle caverne e arrivare a voler conquistare Marte è stata una grande fatica, ma ogni volta che siamo riusciti a raggiungere un piccolo o grande miglioramento, questo ci ha spinto a continuare, ad alzare l’asticella del nostro obiettivo. Siamo fatti così, accettiamolo e anzi grazie a questa consapevolezza definiamo i nostri obiettivi e il fare per raggiungerli.

Sfortunatamente viviamo in un mondo troppo facile e comodo per come siamo fatti e questo ci ha tolto lo stimolo di continuare a fare per migliorare. Chi non è d’accordo guardi il mondo dei nostri nonni, di chi c’è stato prima di noi. Quello si era un mondo veramente difficile e faticoso, ma loro hanno fatto fatica e hanno affrontato incredibili difficoltà che li ha resi felici nel creare questo nostro mondo.

Usate soldi, fama e potere per aiutarvi ad agire per raggiungere il vostro obiettivo.

Trovate il vostro obiettivo, un obiettivo che migliori la vostra vita e quella degli altri. Cercate il fare, il modo per raggiungere questo obiettivo e fatelo collaborando con gli altri. Consapevoli che sarà difficile e faticoso ma anche bellissimo!

Felice fare a tutti!

Grazie Vita, ti Amo Vita!

ps: ricordo a chi mi legge tramite le pubblicazioni automatiche nei social che se vuole commentare, cosa che sapete mi fa molto piacere, dovrebbe però farlo direttamente nel sito.

Ho un sogno, un Mondo più Felice

Ho un #sogno, un mondo più felice. Vorrei un #mondo dove le persone si aiutano, si guardano col #sorriso. Dove tutti agiscono per l’obiettivo di un Mondo Migliore, un Mondo #Sostenibile. Per questo nel 2016 ho pensato ai #Feliciani.

Se  volete anche voi un Mondo Migliore, un Mondo più Felice, condividete il video e chiedete di condividerlo. Grazie

Grazie Vita, ti Amo Vita!

Felice vita!

Alcuni li chiamano “giovani”, altri “ragazzi”, io semplicemente “futuro”

Sono persone capaci, con la mente ancora aperta, sono innovativi e motivati. Pieni di energia e soprattutto speranza nel futuro. Alcuni li chiamano semplicemente i “giovani”, in realtà sono il “futuro”.

Quest’anno siamo stati fortunati e abbiamo avuto la possibilità di collaborare con gli studenti del Politecnico di Milano e con loro pensare a una nuova bottiglia per le bibite di Lurisia. Questo grazie al progetto di Verallia.

Eccovi il video della giornata dove abbiamo selezionato i vincitori. È stato molto, molto difficile perché tutti i lavori erano ben fatti e innovativi.