La mia storia fino a ora

La fisica quantistica dice che il tempo non esiste, o meglio dice che nelle formule base che spiegherebbero il tutto, il tempo non c’è. Il tempo non serve per spiegare come forse funzionano le cose.

Faccio mio il pensiero del prof. Carlo Rovelli dicendo che il passare del tempo, che poi si realizza nel passato, presente e futuro, soprattutto passato e futuro, è il nostro sistema mentale per catalogare gli eventi della nostra vita.

Ancora di più penso che le persone non dovrebbero badare troppo alla loro storia passata, dovrebbero invece concentrarsi sulla loro storia futuro, su tutto quello che ancora vorrebbero fare, per poterlo fare. Soprattutto dopo i trent’anni, si tende troppo a scegliere la strada guardando nello specchietto retrovisore, si cerca troppo di mantenere la via. Se fosse per me, lo spaccherei quello specchietto retrovisore.

Ho fatto questa sezione e quindi qualche cosa vi devo scrivere e partirei da quelle che io chiamo caratteristiche base, cioè gli eventi, le circostanze, non dipendenti da me.

Sono nato a Milano il 16/12/1971, da Vittorio, geometra imprenditore del fare e della gestione di problemi, e Nadia, lottatrice di vita di decimo Dan. Terzo di tre fratelli. Sono cresciuto ad Abbiategrasso, ridente cittadina a qualche decina di chilometri di campi di mais e riso da Milano. Per ora tutti fattori facilitanti rispetto alla media delle persone nate in quell’anno in tutto il mondo. Nel 1971 la popolazione mondiale era di circa 3,75 miliardi, ora, nel 2018, circa 6,5 miliardi. Niente può essere come prima.

Forse sono dislessico, scrivo forse perché non ho mai fatto un test di conferma, la mia è semplicemente una deduzione dal mio percorso scolastico e soprattutto dal mio vissuto quotidiano. Questo non è sicuramente un fattore facilitante, una carriera scolastica tra lo scarso e il quasi sufficiente, compensata dalla simpatia e dall’educazione, una profonda insicurezza di base e non ricordare niente di quello che ho studiato, ma considero la dislessia comunque un fattore di valore sia per la mia visione delle cose sempre diversa da quella dei “normopensanti” sia perché non ricordandomi le cose per me è sempre la prima volta.

continuerò….