SAPERE O NON SAPERE? NON SAPERE!

Nessun dilemma amletico, solo una pura considerazione. Oggi durante la visita settimanale del primario è uscita questa frase: “dobbiamo fare veloce con il trapianto perchè adesso sembra tutto sotto controllo ma con queste malattie non si sa mai come possano virare”. Secondo voi, dovrei interessarmi e cercare di capire cosa vuol dire “possono virare” o faccio finta di niente e archivio zitto, zitto la frase? Ok, deciso e nessun dubbio: archivio! Anzi ma di che cosa stavamo parlando?!!?

PURA CHIMICA

Questa mattina verso le 11.30, contro qualsiasi aspettativa mia e dei medici, ho iniziato a sentire un leggero languorino. Credo sia stato il training “pizza bianca romana”. Ho guardato nel cassetto del cibo per cercare qualche cosa da sgranocchiare. Nel cassetto si sono accumulati chili e chili di caloria dal dolce al salato passando da gusti improbabili. Ad un certo punto mi sono fermato è mi sono detto: “No, non c’è niente di sano. E’ tutto cibo spazzatura, calorie, grassi idrogenati. Pura tecnologia alimentare. Ok, mi tengo il languore”. Chiudo un po’ deluso il cassetto e mi giro verso la scrivania. Voltandomi mi impiglio nella flebo, guardo in cima al bastone di Mosè per vedere se è tutto ok, e cosa vedo? La boccia della chemio che da più di due ore mi stava iniettando nelle vene, goccia dopo goccia, il veleno per uccidere le mie cellula malate ma che per farlo mi ucciderà anche molte di quelle buone. Pura tecnologia chimica della farmaceutica… Ahh che buone le patatine all’aceto balsamico e i goldenfish con una favolosa gazzosa Lurisia unica cosa naturale del kit anti-languore. Chimica alimentare batte chimica farmaceutica 1 a 0.

PESCI D’ORO

Nuotando, nuotando ad un certo punto può capitare di imbattersi in un branco di pesci d’oro. Piccoli, piccoli e luccicanti ma soprattutto buonissimi. Sono dei piccoli cracker aromatizzati al formaggio. Certi hanno anche disegnato il sorrisino. Sono i preferiti di Yara che se li fa mandare apposta dagli USA e oggi sono approdati di nei 18mq. Quando siamo giovani e iniziamo a pensare alle cose della vita, siamo portati ad immaginare che i grandi sentimenti sono accompagnati e sottolineati da grandi avvenimenti. Ma fortunatamente non è cosi. Oggi un piccolo sacchettino di pesciolini d’oro inaspettato mi ha riempito il cuore dell’amore di Yara.

RISOLLEVIAMOCI IL MORALE

E per farlo partiamo dalla gola. Dopo giorni in cui mi era impossibile pensare al cibo, finalmente oggi la mia mente può fantasticare. Ringrazio Anna che questa sera con le sue buonissime lasagne e ieri con i panzerotti al sugo mi ha fatto evadere da questi 18mq per ritrovarmi in quell’infinito mondo di sapori che c’è li fuori. A cosa penso? Niente di particolare o esotico, iniziamo con una bella pizza. Mangiata però in pizzeria. Una bella tonno, prosciutto, wuster e carciofi con una bella birra bionda fresca. Mi siedo e giù la prima boccata di birra, quella che ti rinfresca e di da il massimo. Poi arriva la pizza, ancora fumante appena sfornata. La mozzarella fila ancora e devi avvolgerla alla fetta con il coltello per poterla mangiare. Il primo morso, quello che ti riempie la bocca e un po’ di sbava di sugo. Buonissima, chiudo gli occhi e assaporo. Un sorso di birra e via con un’altra fetta. E tutto con due patatine fritte li vicino come contorno. Oppure verso le undici di mattina per assecondare quel languorino dell’attesa del pranzo un bel pezzo di pizza bianca romana, imbottito di prosciutto crudo e mozzarella e anche qui con un bel bicchiere di birra. Seduti sul divano o a un tavolino di un qualsiasi bar di Roma. Il salato della pizza bianca che si mescola col dolce del prosciutto e della mozzarella. Con la farina bianca che ti sporca le labbra. Penso che se qualcuno vedesse la mia faccia in questo momento mi darebbe del matto, ma risentire dentro questi sapori mi sta dando delle sensazioni incredibili.

LA PRIMA BRACCIATA

Spinta con le gambe, fuori la testa, una bella boccata d’aria e via con la prima bracciata. L’importante è coordinarsi, i piedi sempre in movimento per la stabilità e il giusto ritmo fra bracciata e respiro. Ritmo e concentrazione. Minimizzare l’impatto con l’acqua per creare un movimento fluido. L’acqua è il veicolo, non l’ostacolo. In mente un solo pensiero, il movimento armonico con l’acqua. Capirò di aver raggiunto il mio obiettivo quando non avrò più la forza per un’altra bracciata. Allora felice mi fermerò. Mi riposerò immobile fino a quando non sentirò che sarò pronto per un’altra nuova prima bracciata e allora felice ripartirò.

PASSO VERSO L’ORIZZONTE

Tutto è successo ma tutto deve ancora succedere. E’ dura. Tantissimi punti di domanda, e ancora solo tanta speranza. Si vive facendo finta di niente, pensando al domani, come ieri pensavamo al domani. Ma non funziona. Un ombra vela i nostri pensieri, un dubbio che non vogliamo affrontare ma che c’è. Appena le energie calano, quello che ci sembrava facile diventa difficile, e quello che ci sembrava difficile diventa impossibile. Oggi è una giornata cosi, l’orizzonta ci sembra lontanissimo e oggi ancora più lontano. E’ dura. Vorrei dire: “ok ragazzi tutti a casa, è finita” ma non posso, sono qui e qui devo restare. Non posso pensare a cosa c’è li fuori altrimenti questa sera rischio di impazzire. Vorrei uscire per dare un bacio a Xandre e addormentarmi con lui nel suo letto, vorrei tenere in braccio Kiki per vederla ridere. E soprattutto vorrei svegliarmi domani mattina abbracciato a Yara, a modi cucchiaio e stare cosi per ora. Sentire e respirare il profumo dei suoi capelli, condividere il ritmo del suo respiro. Coccolarmi nel calore del suo corpo. Sentirmi una sola cosa con lei. Posso solo chiudere gli occhi e cercare nel mio cuore tutte queste sensazione che fortunatamente ho già vissuto e provato. Trovarle tutte e farle una sola. Sommarle, amplificarle, esaltarle fino a quando non mi scoppieranno nel petto e mi daranno le energie di cui ho bisogno questa sera per fare il prossimo passo verso l’orizzonte.

ECCOMI

Ok 36 ore di blackout, vi risparmio la cronaca ma vi dico solo che è stata molto dura, fino ad ora il peggio. La causa una super dose di ciclosporina. Adesso sembra che ne sia uscito ma giovedì prossimo ci sarà il secondo giro… Mi scuso con tutti quelli che mi hanno mandato messaggi, telefonato e cercato di prendere contatto con me. Non avevo e non ho le forze per rispondere, ma vi prometto che poco a poco recupererò. Vi chiedo solo di non chiedermi come è andata e soprattutto non parlatemi di cibo, altrimenti rischio il collasso.

SIAMO TUTTI DEI PESCI

Questo post in risposta al commento di Massimo. E’ inutile negarlo, siamo tutti dei pesci. Da dove veniamo? Arriviamo tutto da quel famoso organismo monogellulare che una cometa di passaggio trilioni di anni fa ha lasciato sulla terra e che per sopravvivere si è rifugiato infondo al mare. Infondo al mare perchè li era protetto dai raggi incandescenti del sole, l’acqua è stata la sua culla e lo ha protetto. Li lui ha potuto iniziare il suo lungo viaggio dell’evoluzione. Adesso parte di quell’organismo mono-cellulare è qui che sta battendo su questa tastiera. Dentro di me, dentro di voi, dentro tutti gli esseri viventi c’è ancora lo spirito di quel nostro antenato, cosi lontano nel tempo ma cosi importante per tutto. E la prima sua grande sfida è stata quella di dover iniziare a nuotare, perchè solo le cose che si muovono vivono e si evolvono. La grande sfida del nuotare è ancora ben viva dentro le nostre ossa, i nostri muscoli e la nostra mente. Nuotare è una sfida che coinvolge tutto il nostro essere. Il corpo, la mente e soprattutto il cuore. Da quella grande sfida dobbiamo imparare che l’obiettivo non è arrivare da qualche parte, l’obiettivo è muoversi, dimostrare di essere vivi e di essere bravi pesci.

IL GIRO DELLA MIA VITA IN 80 FOTO

Vi avevo scritto che fra le varie attività del primo giro c’era quella di fare una selezione delle migliori fra le più di 18.000 fotografie che ho. Con la prima selezione sono arrivato a 2.400, poi a 1.300 e via cosi fino a 80. 80 era il quantitativo necessario per fare un poster collage da poter poi portare in ospedale in questo secondo giro. Il poster è stato fatto ed è venuto benissimo. In realtà hanno stampato 81 foto, 9 file per 9 fotografie. Hanno stampato due volte la fotografie di me e Yara in viaggio di nozze in Polinesia. La selezione non era sulla bellezza della fotografia ma sul suo significato. Non è stato facile selezionarne solo 80, e più guardo il poster e più mi rendo conto che ne mancano tantissime. Sono quasi tutte fotografie che ritraggono persone, anzi l’unica senza persone è quella fatta a Leo, il miglior amico/pupazzo di Xandre. Per me è importantissimo perchè dopo la mamma è la cosa più importante per lui insieme al ciuccio e quindi lo è per me. Lo rappresenta. E’ un leoncino tenero, tenero come è Xandre. In questi due giorni mi sono ritrovato molte volte davanti al poster a guardare e riguardare le fotografie. Ognuna è una finestra su un momento di felicità, di serenità. Su un bellissimo momento della mia vita. Non sono immagini, non sono insieme di colori e forme. Sono link per la memoria. Uno sguardo è dentro di me ritrovo tutte le emozioni, tutte le voci e il calore di quei momenti. Sono rappresentazioni della mia vita. Sono flaconi di energia appesi alla parete, sempre li pronti ad essere usati e soprattutto che non si esauriscono con l’uso. Ci siete quasi tutti voi, ma come ho detto 80 sono veramente troppo poche e quindi qualcuno di voi manca. Anzi siete in tanti a mancare. Ho iniziato ad usare seriamente la macchina fotografica solo negli ultimi anni e quindi ho un forte buco nei link della mia memoria meno recente. Ma non preoccupatevi è comunque tutto dentro di me. Il proposito però è quello che continuerò anche in futuro a fare fotografie e fotografie anche se qualcuno, scherzosamente, mi chiama il “giapponese” di famiglia.